LA FASE LONGOBARDA

 

Nel pannello dedicato possiamo approfondire quanto esposto relativamente alla fase Longobarda.

 

Tra l’ultimo trentennio del VI e la metà del VII secolo, come attestano i reperti ceramici, gli ambienti della villa furono riutilizzati da un’abitazione le cui strutture assai modeste riflettono appieno i caratteri di estrema rusticità dell’edilizia rurale ed urbana dell’altomedioevo.

 

Di essa rimanevano resti di muretti in ciottoli legati in argilla e tracce di pali lignei di sostegno della copertura che si appoggiava ai muri romani esistenti. L’uso domestico dei vani è ben attestato dai pavimenti in terra battuta sui quali furono accesi vari focolari con piani in argilla o in laterizi, contornati da piccole buche. Inoltre, sono state rinvenute alcune sepolture prive di corredo, che seguono l’uso, ampiamente attestato in età longobarda, di inumare i morti nell’immediata vicinanza delle case.

 

Il considerevole spessore della stratificazione di questa fase, prodotto dalla sovrapposizione di piani pavimentali per lo più in terra battuta, la distribuzione di più focolari in livelli successivi e la presenza di diverse sepolture in un’area ristretta fanno ritenere che l’insediamento longobardo sia durato a lungo e che perciò possa aver avuto un ruolo nella scelta di edificare proprio in quest’area la prima chiesa.

la pieve di san bartolomeo

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